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Sulla scia del digitale terrestre e dell’alta definizione, potrebbe essere conveniente cambiare tv. L’ampiezza dell’offerta in termini di funzionalità, prestazioni, dimensioni della diagonale, tecnologie realizzative dello schermo, rende difficile la scelta. Lasciando da parte i televisori con schermo CRT, ormai a fine produzione, e quelli OLED non ancora apparsi sul mercato, cercheremo di fare un po’ di chiarezza sulle caratteristiche principali delle due alternative che ora occupano una buona fetta del mercato tecnologico di nuova generazione: plasma e lcd. La premessa è doverosa: le due tecnologie hanno pregi e difetti e possiedono applicazioni differenti. A orientare la preferenza quindi dovrebbero essere valutazioni di esigenze strettamente personali e d’uso, dettate dall’ambiente di visione, nonché una dimensione estetica soggettiva.
Partiamo da un dato di fatto: gli Lcd sono davvero al top della classifica dei più desiderati fino al formato da 42 pollici. Dai 37 pollici in giù, sono i televisori a cristalli liquidi a battere il plasma, il re indiscusso dai 50 pollici in su. Cerchiamo di capire il perché.
Funzionamento plasma Gli schermi al plasma funzionano per mezzo di piccole celle posizionate tra due pannelli di vetro che mantengono una mistura inerte di gas nobili (neon e xeno). Il gas nelle celle viene elettricamente trasformato in un plasma, il quale poi eccita i fosfori ad emettere luce. Un pixel al plasma ha quindi necessità di scariche elettriche per generare luce: può di conseguenza venire acceso o spento ma non ha uno stato intermedio. Poiché è praticamente impossibile ridurre le dimensioni dei pixel al di sotto dei 0.5 o 0.6 mm, non esistono televisori al plasma con diagonali inferiori ai 32 pollici (82 cm), cosa che senz’altro può rappresentare uno svantaggio. Emerge quindi un dato oggettivo: se si vuole un televisore di grande o di piccolo formato la scelta è obbligata, mentre nel range 32/52 pollici si hanno a disposizione entrambe le tecnologie. In questo caso ci sono altri aspetti legati alla qualità dell’immagine (luminosità, contrasto, colore, tempo di risposta) e alle caratteristiche proprie del prodotto e della tecnologia (risoluzione, angolo di visuale, peso) che possono incidere sulla scelta. Se è vero che la qualità dell’immagine può essere percepita dagli utilizzatori in modo diverso in base alla propria sensibilità o agli accorgimenti tecnologici applicati dai produttori, proviamo a procurarci qualche informazine in più.
Funzionamento Lcd Il principio di funzionamento dell’Lcd si basa sulle proprietà ottiche di particolari sostanze denominate cristalli liquidi. Tra due superfici vetrose ci sono numerosissimi contatti elettrici che applicano un campo elettrico al liquido contenuto. Ogni contatto elettrico comanda una piccola porzione del pannello identificabile come un pixel (o subpixel per gli schermi a colori), pur non essendo questi ultimi fisicamente separati da quelli adiacenti come avviene invece in uno schermo al plasma. Siccome ogni pixel viene acceso individualmente, l'immagine è molto luminosa e ha angolo di visione molto ampio. Questo ci fa dedurre che gli Lcd abbiano una risoluzione più elevata dei plasma (a parità di formato e fascia di prezzo). Lo schermo al plasma, di contro, non ha bisogno di retroilluminazione, invece necessaria per gli schermi LCD; pertanto il livello del nero nel plasma è molto più profondo, vi è un maggior contrasto, i colori sono più luminosi.
Led Apriamo una parentesi doverosa rispetto ai sistemi di retroilluminazione: l’evoluzione dei televisori a schermo piatto porta alla ribalta il sistema di retroilluminazione Led negli schermi Lcd. Trattasi di un sistema di illuminazione – posteriore (Backlight) o perimetrale (Edge) – dei pannelli a cristalli liquidi (Lcd) che sfrutta i diodi luminosi (Led) per dare "vita" a immagini e colori assai brillanti. Connubio tra tecnologia e design, il sistema Led (led è l’acronimo di light emitting diode) è in grado di offrire maggiore luminosità e contrasto e minor consumo energetico.
Difetti dell’una e dell’altra tecnologia L’Lcd soffre del fenomeno della bruciatura dei pixel, la cui conseguenza è lo spegnimento definitivo di questi. Il fenomeno del burn-in può invece interessare i televisori al plasma; questi ultimi infatti tendono a memorizzare le immagini che restano troppo a lungo ferme sul video, provocando aloni e sovrimpressioni.
I consumi Gli schermi al plasma consumano più Watt per metro quadrato rispetto alle televisioni LCD (misure nominali indicano circa 280 watt di consumo medio per uno schermo di 50"; un 42 pollici può arrivare a consumare 400W e mediamente 250/300W, il doppio di un LCD). Il consumo reale di un tv plasma è però variabile a seconda di quello che si sta guardando: le scene luminose assorbono molti più watt. Per quanto riguarda le prestazioni in termini di durata, se l’Lcd fino a poco tempo fa vantava una durata superiore (60.000-70.000 ore), negli ultimi modelli al plasma si stimano 100 000 ore (34 anni con 8 ore di utilizzo al giorno) che sono però, precisamente, la stima di metà della vita dello schermo, poiché dopo tale tempo la luminosita' del pannello dimezza rispetto all'origine. |